Il vigneto sudafricano è ancora poco conosciuto nel mondo, eppure negli ultimi 25 anni il Sudafrica è diventato l’ottavo Paese produttore mondiale, davanti a Germania e Cina. Si colloca allo stesso livello di Australia e Cile.
Non meno di 122.000 ettari di vigneti e oltre 600 milioni di litri vengono prodotti nel Paese. È più del vigneto bordolese!
Oltre a distinguersi per i volumi di produzione, i vini sudafricani brillano per la loro qualità. Da alcuni anni, infatti, alcuni vini del Paese sono annoverati tra i migliori al mondo! Un buon motivo per lasciarsi tentare da questi vini ancora poco presenti sulle nostre tavole e per saperne di più.
Storia della viticoltura in Sudafrica
Il vigneto sudafricano è rinato dalla fine dell’apartheid, facendo leva sulla diversità dei terroir e dei climi.
La viticoltura in Sudafrica si sviluppò a partire dal XVII secolo e acquisì slancio con l’arrivo di oltre duecento ugonotti francesi durante le guerre di religione in Francia. È l’unico Paese del Nuovo Mondo ad aver imposto un cru prestigioso, il Constantia, sulle tavole di numerosi monarchi europei nel XVIII secolo. Questo vino da dessert era considerato uno dei migliori vini al mondo. Tuttavia, la conquista del Capo da parte degli inglesi, nel 1795, 1806 e 1914, fece declinare il vigneto sudafricano. Infine, l’arrivo della fillossera e dell’oidio negli anni 1860 pose fine alla coltivazione del Constantia.
Attualmente, i distretti di Stellenbosch e Paarl forniscono il 45% della produzione vinicola.
Molti proprietari di origine francese perpetuarono la presenza francese proponendo vini rossi e bianchi all’altezza degli standard europei: Pierre Jourdan, presso Cabrières Estate, Anne Cointreau, discendente della famiglia proprietaria dell’omonimo liquore, e Benjamin de Rothschild, socio della famiglia Rupert. Alcune aziende vinicole appartengono ancora ai discendenti di queste famiglie.
Vigneti e terroir
Il vigneto sudafricano presenta un clima piuttosto mediterraneo, con una certa variabilità in funzione della posizione della vigna rispetto all’oceano. Situato tra il 27° e il 34° parallelo sud, dal punto di vista climatico si può paragonare la posizione geografica del vigneto sudafricano a quella del Marocco. Il Capo Occidentale, più freddo, avrebbe un clima simile a quello della regione francese della Linguadoca-Rossiglione.
La differenza rispetto al clima mediterraneo sta nel fatto che, contrariamente al Mar Mediterraneo, gli oceani Atlantico e Indiano formano potenti correnti fredde (corrente del Benguela). La brezza proveniente da sud rinfresca quindi le zone costiere, favorendo una maturazione lenta dell’uva e la possibilità di coltivare varietà come lo Chardonnay o il Pinot nero, più tipiche della Borgogna e dell’Alsazia in Francia.
Queste condizioni climatiche hanno determinato in larga misura l’insediamento del vigneto nella regione del Capo. Infatti, raramente il vigneto si estende oltre 50 chilometri nell’entroterra, dove il clima è meno favorevole. Le catene montuose del Capo contribuiscono inoltre alla comparsa di numerosi microclimi, che accentuano la diversità dei terroir e la produzione dei vini sudafricani.
Il vigneto sudafricano è principalmente situato su un antico massiccio eroso del Cambriano. È impiantato su zone di scisto e granito. Le regioni di Stellenbosch e Paarl sono caratterizzate da suoli argillosi capaci di trattenere l’acqua, garantendo un’umidità benefica al vigneto durante il periodo estivo.
Il vigneto sudafricano ha conosciuto un rapido sviluppo dagli anni 1980 grazie alla comparsa di tecniche sempre più avanzate, come la meccanizzazione, l’irrigazione, l’uso dei lieviti, il controllo delle temperature di fermentazione, l’acidificazione… Questo sviluppo ha permesso di produrre vini dalla qualità costante, facili da vendere ma molto standardizzati. Per questo, da alcuni anni, un numero sempre maggiore di viticoltori ha deciso di orientare i propri vini verso la fascia alta e di sviluppare un approccio più qualitativo, affinché il vigneto sudafricano possa conquistare le grandi tavole.
Attento a sviluppare buone pratiche viticole nell’ambito dello sviluppo sostenibile, il Sudafrica è il primo Paese produttore di vino al mondo certificato «Commercio Equo e Solidale».
I vini del Sudafrica
Oggi il vigneto sudafricano è costituito per il 56% da varietà a bacca bianca e per il 44% da varietà a bacca rossa, contro l’84% di varietà a bacca bianca negli anni 1990. Il Chenin blanc rimane la varietà principale in Sudafrica, con il 18% degli impianti, seguito dal Cabernet Sauvignon, che rappresenta il 12%.
Il Chenin blanc è chiamato localmente «Steen». La capacità di questa varietà di produrre rese elevate mantenendo una certa acidità anche nel clima caldo del Sudafrica la rende molto interessante per i vigneti del Paese. Permetteva infatti di produrre grandi volumi di vino bianco e di venderli a basso prezzo. Questi vini bianchi di fascia d’ingresso sono mediamente strutturati, con aromi di agrumi, in particolare di limone.
Da diversi anni convivono con Chenin blanc di grande qualità. È soprattutto nella regione di Città del Capo, caratterizzata da un clima mediterraneo caldo ma privo di calore estremo grazie alle correnti marine, che si producono grandi vini a base di Chenin blanc. I vini prodotti possiedono una bella freschezza, note acidule di pesca, oltre a sfumature dovute all’affinamento in barrique di legno nuovo.
Il Pinotage è sempre più presente. Questa varietà, creata nel 1925 a Stellenbosch, a una cinquantina di chilometri da Città del Capo, è il risultato dell’incrocio tra il Pinot nero (di Borgogna) e il Cinsault (di Provenza). In Sudafrica il Cinsault era storicamente chiamato Hermitage. Per questo alla varietà fu dato il nome Pinotage, contrazione di Pinot ed Hermitage. Questa varietà unica dà vini potenti e tannici, dal colore intenso. All’assaggio presenta intensi aromi di frutti rossi, frutta candita, cannella e liquirizia. Il Pinotage ha impiegato tempo prima di essere valorizzato, perché i viticoltori non riuscivano a individuare le migliori condizioni naturali e le tecniche di vinificazione più adatte a esprimerne appieno il carattere. Oggi è l’orgoglio dei viticoltori sudafricani.
I vini sudafricani hanno faticato ad affermarsi nel mondo perché sono arrivati sul mercato molto tardi. Oggi il 50% della produzione vinicola sudafricana viene esportato, il che rappresenta un vero successo.



